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The goddess, a Great Mother of Ireland, Cailleach Biorar (Bhearra) the Veiled is called Milucradh / Miluchradh, described as the sister of the goddess Aine in the story of mac Cumhaill and the Old Witch we discover that the nickname of Fionn (Finn MacColl) blond white comes from a tale of the cycle of the Fianna: everything begins with a bet between two sisters Aine (the goddess of love) and Moninne (the old goddess), Aine boasted that he would never have slept with a gray haired man, so the first sister brought Fionn to the Slieve Gullion (in the form of a gray fawn she made Fionn pursue her in the heat of hunting by separating himself from the rest of his warriors), then turned into a beautiful girl in tears sitting by the lake to convince Fionn to dive and retrieve her ring. But the waters of the lake had been enchanted by the goddess to bring old age to those who immersed themselves (working in reverse of the sacred wells), so Fionn came out of the lake old and decrepit,and obviously with white hair. His companions, after having reached and recognized him, succeed in getting Cailleach to give him a magic potion that restores vigor to Fionn but leaves him with white hair! (see).

Una libertà che non ammette limiti, che si fa forte dello spirito di tolleranza, che si inventa un Voltaire permissivo che non è mai esistito (non è sua la frase “Disapprovo quel che dite, ma lotterò fino alla morte perché possiate dirlo”). Voltaire difese dalla censura dei benpensanti testi e autori che esecrava: bisognava tuttavia che i testi contenessero qualcosa che per lui era una “verità, anche se triviale”. Wikileaks e Assange per esempio portano alla luce fatti veri, e il loro diritto di parola va difeso: cosa che non accade.

I miei ultimi viaggi in Salento non sono state vacanze, sono state ricerche. Ritorni a casa, esplorazioni di un piano forse insondabile che logico chiamare origini. Anni e anni di ferie ad oltranza, spensierate quanto prive di vera consapevolezza, non mi hanno mai permesso di andare al di l di una generica superficie umana e culturale, di un folklorismo buono al pi per il turista occasionale e senza legami nei confronti di una terra sempre vampirizzata ed in fondo mal vissuta.

Ci siamo convinte quando abbiamo visto le opere che ci proponeva. Volevamo inserire le modelle in un vero e proprio giardino d’arte, racconta Mary Kate in merito alla partnership. Ci piaceva che i dettagli dei lavori di Noguchi e quelli dei nostri capi potessero interagire tra di loro come in un gioco di rimandi..

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